jump to navigation

Racconti di un crucco viaggiatore

UNA FIGURA DI MERDA MONDIALE

Adesso, vabbene che con il mio metroesettanta, al giorno d’oggi, sono un nano sui tacchi a spillo (in realtà alla visita medica di leva alzai meschinamente i tacchi guadagnando quel centimetro di orgoglio che mi pose trionfalmente tra i “non nani”), ma certo è che se mi piazzano i comunissimi pisciatoi a un metro e venti da terra, secondo un mero e semplice calcolo matematico, dovrei avere il pene al posto dell’ombelico per adempiere le mie esigenze nella maniera più opportuna. Rotterdam, 12 novembre ’06, con il mio compagno di viaggio Christopher (Nintendo Gametester anche lui, francese, mai capito di dove, lui dice “vicino alla Germania”, ma forse non è cosciente del fatto che esistono circa 2000km di border line tra questi due paesi) e la mia fidanzata Melissa (americana, residente a Los Angeles, invasata per i vestiti e le scarpe, spende metà del suo stipendio in abbigliamento trendy e devo dire che per lo meno ha gusto nello scegliere la sua armatura!) stavamo andando a Hilversum, una cittadina a 26 km da Amsterdam, per un evento al soldo della Nintendo. Nel cammino decidiamo di fermarci a Rotterdam per mangiare un boccone e visitare una città che difficilmente viene inserita nelle visite guidate del turista medio. In un lampo ci rendiamo conto del perché non è considerata una città turistica, inoltre un leggero disappunto per il clima ventoso, freddo e uggioso ci spinge in un pub nel quale, inaspettatamente, mangiamo dei panini succulenti e decisamente vantaggiosi dal punto di vista economico. Una partita di calcio tra il Vitesse ed il NAC Breda in televisione accompagna il nostro lauto pranzo ed una bizzarra scena domenico-familiare nel tavolo alla nostra destra riempie i nostri silenzi. Christopher come sempre sfoglia e riconsulta i fogli dei dati relativi all’evento che avrà luogo solo due giorni più tardi, questo lo coinvolge parecchio al punto da estraniarlo completamente dalla nostra presenza che comunque non ci arreca danno in quanto, in ogni modo, non avrebbe proferito parola alcuna a meno di isolati monosillabi di risposta alle nostre domande.

Il pasto è finito, prendiamo un caffè ed immediatamente dopo Melissa mi reco al bagno per fare la pipì. Il bagno è decoroso, ma nell’aprirmi la “bottega” mi rendo immediatamente conto di una situazione che sia dal punto di vista sanitario che geometrico, presenta delle chiare difficoltà logistiche, ossia: far arrivare questo da qui a lì! Ora non voglio mettere in dubbio il fatto che l’altezza media del popolo Olandese sia più elevata di quella del mio, tantomeno le doti pubiche della suddetta gente, ma un povero sventurato italiano della mia bassezza trovasi indignitosamente di fronte ad una situazione di sconforto. Il bordo del pisciatoio si trova almeno 2 centimetri più in alto del “livello del mare”!

Il mio cervello elabora immediatamente rapide alternative alcune delle quali scartate immediatamente per un limite di decenza imposto dalla cultura che mia madre ha arduamente installato nel mio pallido cervello. La trigonometria appresa dal mio padre matematico, l’esimio professor Pavesio, mi suggerisce che aumentando l’alzo del cannone si possono raggiungere distanze considerevoli, ma questo funziona col “one shot”, qui invece ci troviamo di fronte ad un getto che prima o dopo andrà a scemare fino alla sua estinzione richiedendo una dinamica variazione delle inclinazioni e delle distanze rischiando di tornare nel pub con i miei pantaloni a pois (vedi schizzi pazzi)!

La situazione è patetica: io, perplesso di fronte al pisciatoio devoto e con alle spalle una macchinetta automatica di preservativi che inizio a pensare rida ogni qualvolta io mi volto. La bianca ceramica mi osserva desolata ed io comincio ad aver paura che qualcuno entri e mi veda in quella situazione imbarazzante! Un lampo di genio! E se girassi al contrario il cestino del bagno e ci salissi sopra? Cervello-mani-piedi, istantaneamente agisco, ma che c—-!!!! Adesso mi trovo a mezzo metro d’altezza dall’obiettivo!!! Sarò in grado o no? Nel bel mezzo del dubbio amletico la porta si apre ed un ragazzino sui dodici anni mi squadra annichilito. Ha la pelle chiara i capelli rossicci, le lentiggini sulle gote e la chiara espressione di chi non ha mai visto nulla di simile. Ricambio lo sguardo, ma con le punte esterne delle sopracciglia rivolte verso il basso come a dire: “…e che ce posso fa?”. Ovviamente il pargolo non capisce il mio accento romano e, probabilmente turbato da questo evento per sempre, indietreggia senza perdermi di vista, allunga la mano verso la maniglia e apre la sua via di scampo dietro di sé. Lo vedo sparire dietro alla porta che anche lei, nel chiudersi, emette un cigolio che sembra tanto una risata. Balzo giù dal trespolo, ma non posso desistere dalla mia azione perché nel frattempo è diventata una necessità impellente.

Probabilmente a questo punto il lettore si starà chiedendo il perché io non l’abbia fatta nel gabinetto normale che in genere rappresenta una valida alternativa. Bene, questo simpaticissimo bagno ne era sprovvisto…..e se avessi dovuto fare qualcosa di più consistente? Ho i brividi al solo pensare a questa raccapricciante idea!

La possibilità di appoggiarmi al bordino sfiora latente la mia mente, ma la ripudio all’istante come una moglie fedigrafa. Mi guardo intorno, nulla che possa venire in mio aiuto. La macchinetta dei preservativi mi fa notare che in vendita ci sono dei “condom” dalle dimensioni eccezionali per persone che hanno disfunzioni che evidentemente non mi riguardano e lo sconforto aumenta in maniera geometrica!

Insomma, bisogna prendere una decisione, ormai sono 15 minuti che sono chiuso qua dentro e tutti là fuori sono a conoscenza del fatto che qui non si può cagare!!!

Per l’amor di Dio, Pietro, prendi una decisione rapida e decisa, napoleonizzati! Detto fatto, il LAVANDINO!!!!! Mi rendo conto che, per assurdo, trovasi a qualche centimetro più in basso del pisciatoio. Piccola considerazione dovuta: gli olandesi saranno pure alti, ma le cose sono due, o vogliono avere dei lombari d’acciaio, o piace loro mettersi anovanta!

Con un balzo ed un leggero sorriso di soddisfazione sono sul lavabo. La mano sinistra a tenere chiusa la porta di accesso al bagno, la gamba destra appoggiata sul piano d’appoggio del sanitario, il piede sinistro sulla punta e la mano destra a sostegno ed a direzionare il getto. Ognuno se la immagini come vuole questa scena! Come direbbe un brasiliano: “Graças a Deus” durante la vergognosa azione di ripiego, nessuno ha tentato lo sfondamento della porta bloccata.

Finisco, mi ricompongo, entusiasta, alleviato, soddisfatto, un poco apprensivo per il mio ritorno alla civiltà; salgo le scale e ricompaio nel pub. Molti degli astanti mi guardano e mi sembra che sogghignino, i cinque metri di corridoio che mi portano al mio tavolo mi sembrano più lunghi del “miglio verde”.

Arrivo al tavolo, Christopher sta ancora controllando i fogli dell’evento, Melissa mi guarda con aria di compassione e sconforto per il tempo trascorso da sola con il mio amico anti-comunicazione. Mi chiede: >, non posso raccontarle la storia perché gliela dovrei dire in inglese e tutti capirebbero perché oltre ad essere altissimi e super dotati, gli olandesi sanno pure bene l’inglese!

Chiedo il conto, pago con cortese imbarazzo e ci dirigiamo verso l’uscita, prima di arrivare alla porta da un tavolino rivedo il ragazzino testimone del grigio evento, sta mordendo un panino, si blocca, il ketchup straborda dalle fette di pane, strabuzza gli occhi, mi segue con la testa….e il panino di conseguenza. La scena quasi onirica si conclude con la mia uscita dal locale.

Penso che quel rampollo non si scorderà mai più di me e per lo meno, per qualcuno, io sarò immortale.

Speriamo che nel pub della vergogna non ci fossero telecamere di sicurezza, altrimenti sai che figura di merda mondiale?

Comments»

1. Filippo - January 31, 2007

Ho come l’impressione di averlo già letto… in un’altro tempo e in un’altra circostanza…
Bravo, continua così (mi riferisco al racconto, non alle tue “performance”)! 🙂
Ciao!

Filippo


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s