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Pillole di Brasile

8 Dicembre 2004, dovrebbe essere giorno di festa e dato che è legato a qualche cosa che ha a che vedere con i santi, giustamente, hanno preferito farci lavorare per avere poi, a Febbraio il ponte per il Carnevale; come si poteva immaginare nessun brasiliano ha commentato una sola parola ed ha accettato di buon grado, anzi sembra quasi che tutti siano arrivati con largo anticipo questa mattina! Il mercoledì normalmente non è un “dia de futebol”, bensì il giovedì, ma vista l’occorrenza di una riunione importante collocata domani nel pomeriggio tardi, i miei colleghi han deciso di anticipare tutto ad oggi, quasi a dare un omaggio alla Madonnna che non verrà festeggiata. Il “dia de futebol” è una giornata importante per ogni praticante di questo evento, nonostante la sua paganità ogni giocatore prepara il rituale già con una settimana di precedenza. Molti cominciano l’orazione alla fine della partita della settimana anteriore quando, teoricamente, con un segno della croce si ringrazia il signore per aver segnato un goal, o per averti fatto rimanere vivo durante quelle due ore intense, sudatissime e meritatissime. In relatà, e forse nenche lui lo sa, quel gesto di fine partita rappresenta l’inizio di una liturgia che si prolunga una settimana intera! Chi di noi non esce dal campo pensando a cosa avrebbe dovuto fare in quella giocata in cui ha perso la palla, o quando in un eccesso di altruismo ha passato la palla dopo un azione straordinaria ed il collega irriverentemente ha sciupato tutto mandando alto? E da li continua tutto, nello spogliatoio si cominciano a fare tattiche, pensare alla squadra che più si confà ad ogniuno di noi, alla giocata ad effetto da fare nella partita che verrà……la notte nel letto tua moglie ti parla sul da farsi con quella bolletta da pagare, o sul suo cattivo rapporto con quel suo capo ciccione ed incompetente, ma noi siamo completamente in un’altra parte del globo terrestre, ci vediamo fare grandi giravolte, o acrobazie a 70cm da terra con quel pallone corroso dagli anni di pratica, ma che incredibilmente resiste alle nuove leve di palle cucite in Malasia, Cina, o Taiwan probabilmente da uomini non più alti di un metro. Il giorno dopo è il giorno dei commenti tra i colleghi e a meno di non aver fatto qualcosa di veramente spettacolare ed inusuale per il nostro stile di gioco, nessuno nota mai la nostra giocata ad effetto che a noi tanto è parsa perfetta!!!! Sempre ci sono i due più bravi di tutti che il giorno seguente li trovi seduti con un’aria stravaccata sulla sedia/trono con le mani dietro la nuca che sembra quasi aspettino la processione dei colleghi per parlottare sulla partita, ma che in realtà rendono loro omaggio. Un’altro che non manca mai è “l’assente di turno” che prima delle 8:01 è già stato informato su tutto quanto è accaduto da qualsiasi mezzo di comunicazione che la nostra civiltà ci mette a disposizione, ancora non si è arrivati ai filmati, ma posso scommettere che presto “l’assente di turno” riceverà notizie anche con questo tipo di supporto:
Il più bravo >
Assente di turno >
Il giorno dopo tutto ERA FACILE, tutto BASTAVA SOLO, tutto AVREBBE DOVUTO!!! Tutto il mondo è paese e non solo in Italia siamo tutti tecnici; il giorno dopo, o fuori dal campo non ci si riesce nemmeno a capacitare di come abbia potuto sbagliare un’occasione del genere che “anche io avrei l’avrei buttata dentro!”.
Il culmine della follia lo si raggiunge nel giorno del verdetto. In ufficio, tra i corridoi o in mensa il normale saluto che si usa quando ci si incontra è sostituito da un’occhiata di sfida mal celata da un sorriso accompagnato da una delle seguenti frasi: “Hoje vai la?” o “Vem la jogar bola?”, o ancora “Nos vemos la, ta?”. Sotto questa maschera di cortesia si nasconde una cattiveria latente delle più bieche, che si trasforma in vera e propria sfida all’ultimo sangue in caso di non trovarsi nella stessa squadra sul campo di gioco. In caso contrario si diventa fratelli, guerrieri votati alla vittoria ed alla distruzione psicologica dell’avversario. Con una cordiale stretta di mano ed una democratica scelta della “quadra” e della “bola” comincia lo spettacolo….da circo.
Le nostre partite sono delle vere e proprie maratone, si gioca per due ore e molte volte anche qualcosina in più! Il brasiliano gioca molto senza fronzoli, senza troppe etichette, molto duro, quasi senza falli e corre…corre…corre! La cosa più terribile è che sono tutti bravi e quando dico bravi, intendo che tutti sono capaci di ottimi giochi di prestigio con la palla e sono in grado di metterti in ridicolo con un solo movimento del corpo….assassini irrispettosi, non hanno nemmeno l’accortezza di rendere omaggio a 3000 anni di storia e cultura!
Tutto è fantastico e terribile allo stesso tempo e come sempre “é só se acostumar”.

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